Gastronomia

Un po' di storia .....

La storia della Salumeria “ da Benedetta ” parte da molto lontano, da una fanciulla che ha imparato presto a lavorare perché cresciuta con i nonni che avevano un “MACELLO”.
La nonna di Benedetta aveva anche l’Osteria.
Lì si radunavano le “Compagnie” che trascorrevano la serata cantando, mangiando zeraria e sousisa e bevendo u vin bon.
A quel tempo non esisteva il tritacarne : si tritava l’occorrente su un ceppo usando l’accetta e ,dopo aver condito il tutto con sale e pepe, la salsiccia veniva inserita nel budello con l’ausilio di un imbutino di ferro.
L’unghia del pollice di chi svolgeva questo lavoro non cresceva quasi, per l’usura dovuta al sale ed alla pressione esercitata per spingere le carni nel budello.
Si vendevano anche gli ossi ottimi per il brodo!
Ogni sabato da Verezzo intere Compagnie andavano da Benedetta per barattare i fichi secchi con le noci , con la salsiccia che puntualmente non arrivava a casa perché, mangia e bevi, finiva lungo il sentiero del ritorno!!

Benedetta, rimasta vedova giovane, si faceva aiutare dalla figlia Paolina. Il macello era aperto sei mesi l’anno, durante il periodo invernale. Fino a 40 anni fa le bestie da macellare venivano comprate a Chiusavecchia, arrivavano vive a Ceriana e portate al mattatoio in ‘na Cava.

Dopo Benedetta erano la figlia Paolina ed il marito Vincenzo (u nonu ‘Censu oggi 97 anni portati molto bene!!!) a macellare. Da molti anni le bestie arrivano dal Piemonte già macellate al negozio.

Il primo tritacarne a mano arrivò 35 anni fa: a Benedetta era subentrata Paolina e ,con lei, la figlia Giovanna (attualmente al lavoro!!!!)
Il giovane Fabio Valerga, ora titolare del Ristorante-Locanda Vecchia Fattoria, figlio primogenito di Giovanna, in cambio della mancetta della nonna Paola girava la manovella del tritacarne.

Il tritacarne elettrico tritò invece il dito di Paolina, forse impreparata alla tecnologia, ma accelerò le operazioni di preparazione del prodotto.

Dal 1968 Giovanna guida l’attività e da 20 il figlio Enzo la affianca. Ovviamente da allora molte cose sono cambiate:l’ esercizio commerciale è al passo con i tempi, è aperto tutto l’anno, ma la RICETTA CENTENARIA è sempre la stessa ed è custodita gelosamente da Enzo che nel suo laboratorio produce salsiccia, salamini piccanti e non, aromatizzati all’aglio, al Vino bianco ed al finocchio con la stessa passione e serietà di chi lo ha preceduto.

Dagli anni ’80 ha aggiunto un tocco gastronomico all’attività Giovanna che, sfornando ogni giorno focaccia, sardenaira, torta verde, lasagne al forno, ripieni… , ha dato al suo negozio un tratto distintivo apprezzato dagli abitanti del paese e dagli avventori amanti del piccolo borgo medievale noto per la bellezza del patrimonio ambientale, architettonico e culturale, per il canto polifonico sacro e profano, per i riti della Settimana Santa, le manifestazioni e gli eventi culturali.